Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

Ancora con il Matelica Calcio

Luglio 28th, 2021 by admin

A me piace chiamarla così, Matelica Calcio, anche se l’ iscrizione al campionato di lega pro la nomina come Ancona – Matelica. Perchè? Perchè da tanti anni seguo questa società, ho tanti amici a Matelica, mi piace il suo verdicchio…insomma si è creato un feeling particolare e profondo. E poi lo scorso campionato. Tutte le partite in panchina a soffrire, esaltarmi, deprimermi, bestemmiare e ridere. E tutta la settimana a cercare di mettere a posto i ragazzi, un impegno a volte più mentale che fisico. Alla fine un trionfo, una favola a lieto fine. Il paesino dell’ entroterra maceratese salito nel paradiso del calcio nazionale, esempio di ottimo gioco e di ottima amministrazione. Ma le cose cambiano e Matelica è diventata un pò piccola per un progetto importante. Si cambia casa e con la casa tante abitudini che hanno contribuito al successo della passata stagione. Io rimango, ma i miei più stretti collaboratori hanno fatto altre scelte. Mi dispiace molto e dico che quando un meccanismo funziona perfettamente si fa di tutto per non cambiarlo…

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traumi muscolari

Gennaio 29th, 2020 by admin

Ci sono traumi che sfuggono ad una precisa tempistica in termini di recupero agonistico, sono quelli muscolari. Vero, sono state fatte tante classificazioni con l’ aiuto di metodi di imaging, ultima la risonanza, ma una precisa coincidenza tra la scomparsa di segni di lesione e la guarigione completa ancora non c’è. In ambedue i sensi: l’ ecografia si normalizza prima, la risonanza dopo il recupero. E i tests in campo? Sbagliato basarsi su di loro. Un test, per quanto massimale, è sempre controllato mentalmente ed non ha mai quelle caratteristiche di imprevedibilità che possono manifestarsi in gara. E allora? Allora mai come in questo caso occorre sensibilizzare l’ atleta, spiegargli che la decisione finale spetta a lui, alle sue percezioni, alla sua sensibilità, alla sua testa. Il comfort psicofisico dovrà essere totale, nessun anche minimo messaggio negativo da quel muscolo, convinzione di perfetta e completa guarigione. Alla faccia di imaging e tests….

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riposo

Dicembre 10th, 2019 by admin

Sono tante le terapie da utilizzare in caso di traumi sportivi e non, farmacologiche, fisiche, manuali chinesiologiche, psicologiche…Ecco, nessuna di queste potrà avere successo se non accompagnata da un adeguato periodo di riposo, magari non assoluto, ma certamente in grado di limitare o escludere l’ utilizzo del segmento infortunato. In pratica se quel movimento ha provocato un trauma dovrò fare in modo di evitarlo fino alla gaurigione. Pensiamo soprattutto alle patologie da stress ripetitivo: una tendinopatia achillea provocata dalla corsa, una tendinopatia rotulea provocata dal salto o una tendinopatia di cuffia provocata da un lancio non potrà guarire se non escludendo quei movimenti. Si possono fare tutte le terapie possibili, ma il risultato senza il riposo, bene che vada, sarà un pareggio. Quello che si guadagna con le terapie si perde continuando ad allenarsi. Anzi, se le terapie senza riposo avranno poche probabilità di successo, al contrario il riposo senza terapie potrà essere decisivo. E allora, di fronte al paziente che si lamenterà per le scarse cure prescritte si dovrà rispondere “ti ho prescritto il riposo, è la cura più importante…”.

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whatsapp

Ottobre 8th, 2019 by admin

E’ da tempo iniziata l’ era whatsapp, per cui una foto scattata con uno smart phone si può inviare in tempo reale a chiunque. E siccome si può fotografare di tutto, ecco che arrivano a tanti medici immagini radiologiche, referti, risultati di accertamenti per un parere ed un consiglio terapeutico. Grande idea! Non si perde tempo ad andare dal dottore per la visita, tutto quello che serve sta in quei files. E sapete qual è il bello? Sempre più colleghi stanno al gioco. Per stare al passo coi tempi naturalmente. Il contatto col paziente non serve più, con buona pace di tutti quei modelli che mettono il malato al centro del progetto sanitario. E allora, al di là del discutibile discorso etico, quante volte è capitato di vedere un’ esame radiografico e pensare “accidenti, brutto ginocchio, starà malissimo”, per poi visitare il paziente che tutto sommato invece sta benino e al contrario vedere un esame quasi normale col paziente che invece sta male. No, non sono d’ accordo, non si può svilire così la professione medica. Comunque io non ho whatsapp sul mio cellulare.

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